La rabbia dell'Aquila (terremotata) e le manganellate della Politica (inadeguata)


Cornuti e mazziati, si diceva una volta. Oggi no, oggi va di moda terremotati e bastonati. Per qualcuno, in fondo, il senso è lo stesso: fregati due volte, doppiamente beffati dalla vita e dalla sorte. Una mala sorte.
La cronaca: gli aquilani sfilano tra le vie di Roma per chiedere la sospensione delle tasse, occupazione e sostegno ad una economia che sta morendo (come i terremotati che non ci sono più). Palazzo Grazioli (abitazione e quartier generale del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi) è sotto assedio. Premier e Ministri della Repubblica, riuniti per discutere dell'urgentissimo ddl Intercettazioni (anche conosciuta come "legge bavaglio") si blindano in via del Plebiscito.
E' l'inizio di una brutta storia. Una gran brutta storia.



Ma ce n'è per tutti, la rabbia della folla non si scaglia solo verso il Governo ma verso tutta la Politica. Di Pietro (IDV) cavalca la protesta e predice una guerra civile alle porte lasciando basiti molti avventori. Bersani (PD) viene fischiato al grido "Ci avete lasciati solo". E' il fallimento per tutti. Pochi esclusi. 
Le belle passerelle di qualche mese fa, al G8, con lo sfondo delle rovine (come fossero dell'antica Roma) per foto da Vips e sorrisi di cortesia appartengono ormai al passato. Nel presente c'è solo l'inadeguatezza, la trascuratezza, l'ingessamento, l'edonismo, la prepotenza, l'affarismo e mi fermo prima di esagerare. Ma no, mettiamoci pure la corruzione.

E questa è la cronaca tv:




E aggiungo questa vignetta che, nel suo essere dissacrante, fissa la giornata in modo incontrovertibile:



by Maurizio Decollanz. Powered by Blogger.