Donald Trump è il 45° presidente americano: che cosa sappiamo con certezza e cosa abbiamo imparato


La vittoria di Donald Trump nella tornata elettorale americana ha colto molti di sorpresa e apre a non pochi interrogativi sullo scenario politico che ci attende. Che cosa sappiamo per certo fino ad ora e che cosa abbiamo imparato?


Sondaggisti
Una professione in crisi, mi pare evidente. Quelli che hanno sempre mostrato grandi sicurezza nel dirsi capaci di ascoltare e prevedere l'opinione pubblica vivono ormai in una bolla. Una pseudo realtà ormai lontana dal sentire comune. Le esperienze Brexit e Trump ce lo hanno definitivamente confermato.

Opinion leader e opinion maker
Quelli che pensano di poter orientare l'opinione pubblica debbono ricredersi. L'impressionante mobilitazione di star che hanno sostenuto la candidatura di Hillary Clinton non hanno spostato un solo voto. Hanno sicuramente un vasto seguito quando cantano, suonano, scrivono... Ma quando escono dal seminato valgono quanto qualunque comune mortale.

Indecisi
Non esistono. Semplicemente sono una favola ormai da sfatare. Chi dice di esserlo, di essere indeciso, ha in realtà già abbondantemente fatto le sue valutazioni ma non intende sottoporsi alla barbarie della volgare contrapposizione tra tifoserie che non si ascoltano, non si rispettano e si insultano.

Lo zoccolo duro dell'elettorato
Non esiste. Forse è esistito in un tempo della politica passata ma oggi si è estinto. L'informazione corre troppo velocemente, le opinioni cambiano, le esigenze si adattano. In questa tornata elettorale per le presidenziali americane ci sono stati Stati che avevano eletto JFK con il 60% e che ora hanno dato il 66% a Trump. La loro situazione è mutata e hanno votato per chi pensavano interpretasse meglio il desiderio di cambiamento.
Il Mondo chiede cambiamenti ma con priorità che sembrano diverse da quelle a cui pensa la Politica. O meglio: in parte queste priorità coincidono ma in un ordine sostanzialmente diverso.

Che cosa abbiamo imparato?
Se mettiamo a fattor comune le esperienze della vittoria di Donald Trump e della Brexit il punto nodale è probabilmente la gestione dell'immigrazione. La vittoria del "leave" in UK è stata molto probabilmente una reazione alla notizia, 6 settimane prima del voto, che mezzo milione di immigrati era entrato nel Regno Unito. La vittoria di Trump ha molto probabilmente trovato la sua origine nelle sue dichiarazioni sulla gestione della politica migratoria. Il fattore "immigrazione", quindi, sembra essere l'apice del malcontento popolare.

Le origini dello scontento
Alla base del mal di pancia popolare vedo il propagarsi di una cultura economica che molti definiscono "estrattiva". Estraiamo carbone, petrolio, dati dalla vita privata delle persone. Estraiamo ricchezza che si concentra sempre di più nelle mani di pochi senza preoccuparci troppo di bilanciare con una adeguata semina. Questo squilibrio genera frustrazione e le responsabilità sono puramente politiche. Gli squilibri che la politica ha provocato, la politica deve riequilibrare.
by Maurizio Decollanz. Powered by Blogger.