Deaglio e il giornalismo del "è stato detto": ma dove stiamo andando?


Venerdì mattina: dopo il rito dei quotidiani, inizia quello dei settimanali. Di quello de "la Repubblica", il Venerdì appunto, apprezzo molto le rubriche. Nelle ultime pagine mi imbatto in quella di Enrico Deaglio. Leggo e cerco di capire: lo scenario è quello di una San Francisco che reagisce alla nuova politica di Donald Trump sull'immigrazione. Un tema difficile e parecchio controverso sul quale il nuovo inquilino della Casa Bianca ha basato la sua vittoria alle passate presidenziali. Lo stesso tema con cui rischia di entrare in periocolosa rotta di collisione quell'Europa scricchiolante ancora incapace di trovare unità di veduta sul tema. 

Deaglio parla di un software elaborato da PayPal che rende più efficiente il lavoro degli agenti di polizia nell'identificazione delle persone. Pensato per la sicurezza, ha ricadute anche in questa nuova e più restrittiva politica immigratoria. Le parole di Deaglio fanno riflettere, ma a lasciarmi a bocca aperta e quel che segue verso la fine del pezzo. Di punto in bianco entra nella narrazione IBM, senza alcun vero legame con la storia. E poi, come una torta in faccia, come un deodorante indirizzato per sbaglio verso gli occhi, irrompe il giornalismo del "è stato detto". 

Mi vengono in mente i tanti testi studiati sulla deontologia dei giornalisti, sull'affidabilità della fonte nelle notizia: tutto in frantumi, in un solo colpo. Una firma che pongo nell'Olimpo del giornalismo precipita dal piedistallo e impasta la sua creatura con la saliva del qualunquismo. Non ci credo, lo rileggo: è scritto proprio così, "è stato detto". Ma quel che più mi inorridisce e l'accusa che muove il signor nessuno, il signor "lancio il sasso" per poi nascondere la mano: "Senza quella tecnologia (alludendo ad IBM) non avrebbero potuto gestire i grandi numeri dell'Olocausto". 


Santo Patrono del Giornalismo, Articolo 21 della Costituzione, aiutaci tu: con il qualinquismo pressappochista del "è stato detto", Deaglio attribuisce addirittura i numeri dell'Olocausto ad una calcolatrice! Capite? La capacità di calcolo messa a disposizione del male, Hitler, è alla base dello sterminio nazista.

Ma dove stiamo andando, mi domando? Dove sta andando il giornalismo se anche una firma autorevole si lascia sedurre e attrarre dal "è stato detto"? E purtroppo non è l'unico. Purtroppo si tratta di un fenomeno in pericolosa espansione.

Domani allora leggeremo: "è stato detto che" Deaglio è un millantatore, bugiardo e fomentatore? Senza uno straccio di dato circostanziato e verificato? Io spero di no: la logica del "è stato detto" mi repelle. Nomi, cognomi, dati verificati: questo è il giornalismo.
by Maurizio Decollanz. Powered by Blogger.