La casa dell’innovazione ha bisogno di solide fondamenta


Andreste ad abitare in una casa i cui muri sono stati costruiti senza tener conto delle regole strutturali? Magari con il rischio di un crollo imminente? Immagino di no. Le regole sono il fondamento del vivere civile, della responsabilità sociale e delle democrazie. Le regole sono i pilastri indispensabili per costruire ogni cosa. Compresa l’innovazione.
Innovazione tecnologica che negli ultimi dieci anni ha cominciato a galoppare ad una velocità mai vista prima: quante piccole e grandi rivoluzioni si sono susseguite tra il 2007, anno in cui venne introdotto sul mercato il primo iPhone, e il 2017, anno dell’arrivo del modello “X”? Tante, visto che tra il primo e l’ultimo device c’è un incremento della capacità di calcolo di 25 volte.
La corsa della tecnologia, però, oltre ad aver prodotto un enorme incremento di potenza ha anche introdotto nuove ed importanti sfide. Nell’era guidata dai dati, quelli che ci permettono di sapere che tempo farà nel week-end, quale strada percorrere per evitare un blocco stradale o capire quale cura medica meglio si adatta a noi, avere delle solide fondamenta, delle regole chiare, condivise e rispettate da tutti, riveste un’importanza considerevole e imprescidibile.
Tra i settori pubblico e privato ci si interroga sul modo migliore di procedere, ma il rischio è che la “corsa tecnologica” acceleri a tal punto da rendere ogni confronto ancorato al passato più che al futuro.

“È in questo contesto -spiega Enrico Cereda, presidente e AD di IBM in Italia- che entrano in gioco l’etica e la responsabilità. Nel corso degli oltre 100 anni della nostra storia, abbiamo partecipato attivamente a tutte le ere innovative e comprendiamo perfettamente come sia necessario un nostro contributo propositivo per indentificare la retta via del progresso. Quella che introduce vantaggi per tutti e non per pochi”. Il documento dedicato alla “Responsabilità sui Dati” che il CEO di IBM, Ginni Rometty, ha presentato qualche giorno fa a Bruxelles, va esattamente in questo senso: 5 punti chiave, che vanno dalla “proprietà dei dati e privacy” a “intelligenza artificale e dati”, che mettono nero su bianco quali impegni la corporation di Armonk intende assumere e sottoscrivere pubblicamente.
L’intento non è certo quello di superare o invadere il campo di chi ha, per mandato pubblico, il compito di scrivere le regole. Piuttosto, il documento nasce da un sentimento di forte e profondo rispetto nei confronti di chi adopera la tecnologia e da essa si aspetta di essere supportato e non sfruttato. Una tecnologia, o una intelligenza, che aumenti le nostre capacità e non punti a sostituirle.
Temi e punti del documento “Data Responsability @IBM” possono essere approfonditi sul sito web dedicato: https://www.ibm.com/blogs/policy/dataresponsibility-at-ibm

by Maurizio Decollanz. Powered by Blogger.