Il frutto proibito dell'innovazione ai tempi del coronavirus


Nonostante l'abbondante disponibilità di tecnologia per studiare e lavorare a distanza, l'Italia si riscopre in molti casi impreparata nel far fronte alla necessità di restare a casa per contenere l'espansione del virus covid-19.

Un frutto proibito, la tecnologia, che pur disponendo di enormi potenzialità pare essere stato scoperto per la prima volta in queste ore. La scuola fornisce una cartina di tornasole fortemente indicativa. Gli stessi insegnanti che fino a poche settimane fa ritenevano ogni smartphone espressione del male assoluto, ora chiedono ai loro studenti di farne uso abbondante per seguire le lezioni con vari software mai utilizzati prima.

Una lezione, per docenti e studenti, che difficilmente verrà dimenticata. Quando, presto o tardi, torneremo alla normalità, è molto probabile che l'atteggiamento verso dispositivi elettronici e app non sarà più lo stesso.

Anche nelle aziende si sperimenta. In un ambiente già abituato all'uso di queste tecnologie, ora cambiano gli eventi. Non potendo più raccogliere fisicamente un gran numero di persone, nelle ultime settimane il termine "virtuale" è diventato di gran moda. Oratori connessi con il pubblico attraverso streaming, videoconferenze e chat in tempo reale cambiano il modo di coinvolgere gli stakeholder. Anche questo un bel salto evolutivo.

E già si affacciano alla finestra degli uffici marketing e comunicazione quelle aziende specializzate in ologrammi: molto presto gli speaker entreranno nelle nostre case nell'impalpabile forma di una proiezione 3d.

Le case diventano palestre digitali grazie all'uso di applicazioni che guidano gli esercizi fisici in ogni ambiente e persino con l'impiego di tavoli da cucina, divani e poltrone.

La tecnologia, in sintesi, ci sta decisamente aiutando a superare questa inedita fase della nostra vita. E probabilmente, dopo, non sarà più un frutto proibito ma decisamente più popolare. Con il beneplacito di Darwin.

by Maurizio Decollanz. Powered by Blogger.