Bari, 1973: la storia di Nicola Cuccovillo tra "Colera e carrube"


L'8 giugno è una data destinata a rammentarmi per sempre un pezzo importante della mia vita che non c'è più: mio padre, Giuseppe Decollanz. Nel 1990 pubblicò l'unico libro in cui narrava una storia ambientata nella città che lo aveva adottato dopo aver lasciato la sua Irsina. 

Bari ha rappresentato per lui ciò che oggi per me rappresenta Milano: la metropoli dell'accoglienza, dove abbiamo trovato una nuova famiglia e qualche soddisfazione professionale. Ma il capoluogo pugliese che racconta in "Colera e carrube" è quello dell'anno in cui sono nato io, il 1973. 

Un'epidemia senza precedenti aveva sconvolto la vita di tutti. L'abitudine di consumare frutti di mare crudi, cozze in primo luogo, aveva subito un duro colpo e, come spesso accade, c'era chi non intendeva rassegnarsi ai presidi medici. Così nasce la storia di Nicola Cuccovillo, mest' Colino detto alla barese. Radicato nella città vecchia, l'uomo non intende rassegnarsi e vuole assolutamente trovare un modo per preservare le sue consuetudini. 

Ecco che comincia un girovagare per la città, rimbalzando tra vecchie conoscenze che rammentano al protagonista ciò che è stato e più non sarà. I ricordi, i grandi tesori della vita. L'8 giugno 2016, a quattro anni dalla sua scomparsa, ecco che torna su Amazon il suo "Colera e carrube" in formato eBook: LINK. Buona lettura.