domenica 7 novembre 2010

La strana morte di Luigi Tenco: dalla puntata di REBUS nasce un rap per la Verità


UNA VERITÀ' SCOMODA ( ...SU LUIGI TENCO ) - L'ALTROPARLANTE
Special Guest: Rebus - Questioni di conoscenza

attraverso il link riportato sopra, è possibile accedere al rap nato dalla puntata di Rebus dedicata al caso Tenco. Sotto il primo dei quattro capitoli della puntata pubblicata su Youtube:

2 commenti:

Luigi Tenco 60's ha detto...

UNA VERITA' SCOMODA
Il videoclip de L'Altroparlante sulle 5 prove dell'omicidio Tenco
sarà presentato
Alla 1^ Mostra del Cinema di Subiaco - Memorial Tullio Piacentini

Giuseppe Bità della "Verde isola", l'associazione che sta promuovendo la petizione "Le 5 prove dell'omicidio di Luigi Tenco" che conta oltre 40.000 iscritti, presenterà in anteprima assoluta nei giorni sabato 13 e domenica 14 novembre il videoclip della canzone "Una verità scomoda" della band napoletana L'Altroparlante durante la "1° Mostra del Cinema di Subiaco - Memorial Tullio Piacentini" (per maggiori info sulla Mostra: www.lesartistes.it).
La canzone, che alterna rap, melodia e testimonianze in presa diretta, tratta la scabrosa tesi secondo la quale il noto cantautore Luigi Tenco nel lontano 1967 non si suicidò ma fu vittima di un omicidio. Sul sito "La verde isola" è già possibile ascoltare la canzone all'indirizzo http://www.luigitenco60s.it/altroparlante/unaveritascomoda.html

Anonimo ha detto...

Ho seguito l'intervista che la nipote di Luigi Tenco ha concesso a Raidue. Ha detto che i media e certi giornalisti devono smetterla di inventarsi complottoni e complottini in merito alla morte dello zio, che dietro al suo suicidio non c'è niente e nessuno...forse, anzi, probabilmente la nipote ha ragione ma si potrà dire che il cantautore genovese non era proprio il massimo per ciò che concerne lo "spirito positivo" e la "voglia di vivere"? Sarà un caso ma due giorni dopo che la nipote si è sposata con il celebre discografico Pepi, quest'ultimo è improvvisamente morto...forse non sarà il caso di sentire o cantare meno volte " Ciao, Amore, ciao", "Lontano, Lontano", "Vedrai, Vedrai" e, per essere scaramantici, per vivere qualche decennio in più, urlare a squarciagola alla finestra ogni 6.00 del mattino di ogni giorno che la Dea Iside ci concede su questa Terra, magari poco prima di andare a correre al parco Sempione , un inno di forza e la contempo di stabilità mentale, ossia " Auferstaden Aus Ruinen"?

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