Dalle radici storiche della Basilicata alle frontiere dell'Intelligenza Artificiale: una collana di testi per chi crede che la cultura sia l'unica bussola per comprendere il presente e orientarsi meglio verso il futuro.
Siamo l'ultima generazione di "umani puri"? Mentre il mondo discute di algoritmi, Maurizio Decollanz solleva il velo sul destino della nostra specie. In un futuro dove il silicio si fonde con la biologia, la domanda non è più "cosa può fare l'AI", ma "chi diventeremo noi". Un saggio visionario, dai toni di un thriller, che esplora il confine sottile tra creazione e creatore. Se l'uomo crea un "Dio" tecnologico, che ne sarà della sua anima? Un viaggio filosofico e tecnologico per chi non ha paura di guardare nell'abisso dell'evoluzione. Scoprendo che
Solo la cultura e la memoria storica possono salvare il nostro Paese dal ripetersi degli errori già commessi in passato.
LA TRILOGIA DELLA MEMORIA
"Storie di Montepeloso e della Basilicata"
Tre capitoli di un'Italia dimenticata. Un'epopea di sangue, fango e riscatto nel cuore profondo della Basilicata.
"Noi la guerra non la facciamo, la patiamo": è questo il grido dei cittadini di Montepeloso (Irsina), schiacciati tra l'occupazione tedesca e l'attesa degli Alleati. In questo scenario brutale si muove Pippinillo, un bambino vivace che la guerra ha già segnato nel profondo, strappandogli un padre mai conosciuto e caduto al fronte.
Il racconto segue la sua lotta per la sopravvivenza in una famiglia sorretta dai sacrifici eroici di mamma Antonietta e dalla figura severa ma rassicurante di Nonno Nicola, unico baluardo di sicurezza contro la precarietà del mondo. Tra giochi che si trasformano in battaglie e la dolorosa consapevolezza di essere un orfano di guerra, Pippinillo affronta il suo destino fino al "punto di svolta": la partenza definitiva dal paese verso il collegio.
Un addio ai compagni, ai monti della Basilicata e all'infanzia stessa, verso l'inizio di una vita nuova. Un libro necessario, scritto con uno stile limpido, perfetto per le nuove generazioni che cercano nella memoria storica le radici della propria cittadinanza.
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Mentre l’eco del discorso di Mussolini del 3 gennaio 1925 segna la fine della democrazia in Italia, il microcosmo di Montepeloso diventa il palcoscenico di uno scontro epocale. In questo borgo dalle radicate tradizioni socialiste, la resistenza politica si scontra con l'avvento delle leggi "fascistissime" e la trasformazione dello Stato in regime totalitario.
Il titolo, un richiamo esotico all'oasi libica simbolo della colonizzazione italiana, fa da contrasto a una narrazione cruda e analitica. Giuseppe Decollanz abbandona qui gli occhi del fanciullo per indossare la lente dello storico: il libro si presenta come la ricostruzione puntuale di un delitto in forma di romanzo. Basato su fatti realmente accaduti, il volume documenta la metamorfosi di un’intera comunità , trasformando vicende locali in un paradigma universale della lotta tra libertà e oppressione. Una prosecuzione ideale che unisce il rigore del documento alla forza della fantasia narrativa.
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Nel capitolo conclusivo delle "Storie di Montepeloso", la Storia con la "S" maiuscola si intreccia con la tragedia personale di Baldassarre. Mutilato sul fronte del Carso e in cerca di un senso per la propria vita spezzata, il giovane si rifugia nell'ideologia fascista, scalando le gerarchie fino a diventare "commissario straordinario" nel suo paese d'origine.
Il suo mandato è feroce: sradicare l’anima socialista della "roccaforte rossa" della Basilicata. Ma tra persecuzioni e delitti, Baldassarre scoprirà la natura spietata della dittatura: dopo essere stato esaltato come eroe e scudiscio del regime, verrà trasformato in un comodo capro espiatorio. Ingiustamente condannato all'esilio dagli stessi che lo avevano usato, Baldassarre diventa il simbolo della vittima sacrificabile, schiacciata da quel meccanismo di potere che credeva fosse la sua salvezza.
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Bari, 1973: il virus del colera si diffonde per la città assieme al panico per il contagio. Un uomo anziano è combattuto tra la paura di contrarre la malattia e il forte desiderio di continuare a mangiare i frutti di mare che ama tanto. Alla ricerca di una soluzione adeguata, finirà per imbattersi in vecchi fantasmi e nuovi turbamenti.






