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REBUS BOOKS



RebusTV.com si fa editore per custodire e diffondere il pensiero e le opere di Giuseppe Decollanz, "eroe borghese" della scuola e della pedagogia per l'infanzia, e per esplorare le sfide della modernità.

Dalle radici storiche della Basilicata alle frontiere dell'Intelligenza Artificiale: una collana di testi per chi crede che la cultura sia l'unica bussola per comprendere il presente e orientarsi meglio verso il futuro.

L'ULTIMA USCITA


DIO, l'ultima umanità

L'ascesa dell'Homo Syntheticus nell'era del sapere illimitato

Siamo l'ultima generazione di "umani puri"? Mentre il mondo discute di algoritmi, Maurizio Decollanz solleva il velo sul destino della nostra specie. In un futuro dove il silicio si fonde con la biologia, la domanda non è più "cosa può fare l'AI", ma "chi diventeremo noi". Un saggio visionario, dai toni di un thriller, che esplora il confine sottile tra creazione e creatore. Se l'uomo crea un "Dio" tecnologico, che ne sarà della sua anima? Un viaggio filosofico e tecnologico per chi non ha paura di guardare nell'abisso dell'evoluzione. Scoprendo che

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Solo la cultura e la memoria storica possono salvare il nostro Paese dal ripetersi degli errori già commessi in passato.

LA TRILOGIA DELLA MEMORIA
"Storie di Montepeloso e della Basilicata"

di Giuseppe Decollanz

Tre capitoli di un'Italia dimenticata. Un'epopea di sangue, fango e riscatto nel cuore profondo della Basilicata.

1. La guerra siamo Noi



L'innocenza perduta tra le macerie della storia

"Noi la guerra non la facciamo, la patiamo": è questo il grido dei cittadini di Montepeloso (Irsina), schiacciati tra l'occupazione tedesca e l'attesa degli Alleati. In questo scenario brutale si muove Pippinillo, un bambino vivace che la guerra ha già segnato nel profondo, strappandogli un padre mai conosciuto e caduto al fronte.

Il racconto segue la sua lotta per la sopravvivenza in una famiglia sorretta dai sacrifici eroici di mamma Antonietta e dalla figura severa ma rassicurante di Nonno Nicola, unico baluardo di sicurezza contro la precarietà del mondo. Tra giochi che si trasformano in battaglie e la dolorosa consapevolezza di essere un orfano di guerra, Pippinillo affronta il suo destino fino al "punto di svolta": la partenza definitiva dal paese verso il collegio.

Un addio ai compagni, ai monti della Basilicata e all'infanzia stessa, verso l'inizio di una vita nuova. Un libro necessario, scritto con uno stile limpido, perfetto per le nuove generazioni che cercano nella memoria storica le radici della propria cittadinanza.

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2. I datteri di Giarabub


Cronaca di un delitto: l'ombra del totalitarismo sulla "Rossa" Montepeloso.

Mentre l’eco del discorso di Mussolini del 3 gennaio 1925 segna la fine della democrazia in Italia, il microcosmo di Montepeloso diventa il palcoscenico di uno scontro epocale. In questo borgo dalle radicate tradizioni socialiste, la resistenza politica si scontra con l'avvento delle leggi "fascistissime" e la trasformazione dello Stato in regime totalitario.

Il titolo, un richiamo esotico all'oasi libica simbolo della colonizzazione italiana, fa da contrasto a una narrazione cruda e analitica. Giuseppe Decollanz abbandona qui gli occhi del fanciullo per indossare la lente dello storico: il libro si presenta come la ricostruzione puntuale di un delitto in forma di romanzo. Basato su fatti realmente accaduti, il volume documenta la metamorfosi di un’intera comunità, trasformando vicende locali in un paradigma universale della lotta tra libertà e oppressione. Una prosecuzione ideale che unisce il rigore del documento alla forza della fantasia narrativa.

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3. Baldassarre Arrivadopo


L'illusione del riscatto e il cinismo del potere.

Nel capitolo conclusivo delle "Storie di Montepeloso", la Storia con la "S" maiuscola si intreccia con la tragedia personale di Baldassarre. Mutilato sul fronte del Carso e in cerca di un senso per la propria vita spezzata, il giovane si rifugia nell'ideologia fascista, scalando le gerarchie fino a diventare "commissario straordinario" nel suo paese d'origine.

Il suo mandato è feroce: sradicare l’anima socialista della "roccaforte rossa" della Basilicata. Ma tra persecuzioni e delitti, Baldassarre scoprirà la natura spietata della dittatura: dopo essere stato esaltato come eroe e scudiscio del regime, verrà trasformato in un comodo capro espiatorio. Ingiustamente condannato all'esilio dagli stessi che lo avevano usato, Baldassarre diventa il simbolo della vittima sacrificabile, schiacciata da quel meccanismo di potere che credeva fosse la sua salvezza.

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Saggi e raccolta di racconti

Educazione e Politica nel Pinocchio

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Il povero Babbino, stremato dalla permanenza nella pancia della balena, esita quando Pinocchio lo incita a tentare ancora la strada della fuga e della libertà. Ma il suo piccolo burattino insiste raccogliendo, in quel preciso momento, il testimone della maturità dei valori e della trasvalutazione.

Il Padre si abbandona alla volontà del figlio e finalmente saranno liberi. Nella parabola conclusiva delle Avventure di Carlo Collodi si racchiude uno dei tesori più preziosi che il giornalista e scrittore toscano ci ha lasciato in eredità: per diventare donne e uomini in carne ed ossa occorre compiere e comprendere un percorso verticale che, attraverso le avventure della vita, ci conduce infine a comprendere la differenza tra autonomia e emancipazione, tra avere la libertà ed essere pienamente liberi.

In questo libro, pubblicato nell'ormai lontano 1972, Giseppe Decollanz elabora e analizza il capolavoro collodiano sotto il profilo pedagogico e filosofico ricavando che le Avventure di Pinocchio sono le sfide della vita di tutti noi.


Oltre Eboli,
la Basilicata negata

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Il libro che avete tra le mani, scritto da Giuseppe Decollanz nell'ultimo periodo della sua vita, vuole essere un guanto di sfida a quanti, tra letterati ed intellettuali, hanno nel tempo contribuito a tracciare un’immagine negativa del Mezzogiorno d’Italia. Carlo Levi, suo malgrado, con il suo “Cristo si è fermato ad Eboli” può essere annoverato tra essi. Ed è proprio a lui che si rivolge lo scrittore, per ribadire che esiste un’altra Basilicata oltre Eboli. Una Basilicata negata, appunto, che aspetta ancora di imboccare la via del riscatto. Questo non è solo un saggio, ma anche un appassionato racconto di fatti realmente accaduti che affondano le loro radici nella più autentica delle tradizioni socialiste e antifasciste.

Le tradizioni che hanno ispirato l’animo di Giuseppe Decollanz fino a fargli decidere di abbandonare la politica per dedicarsi solo ed unicamente alla tutela e all'istruzione dei bambini. Quei bambini che più di ogni manifesto politico o promessa elettorale rappresentano la più tangibile delle possibilità che abbiamo per costruire un futuro migliore per noi e per chi ci seguirà. La memoria storica, che in questo scritto è testimoniata, contribuirà a fare per loro da guida sulla retta via.

Dedicato a Bari, la città che accolse Giuseppe Decollanz dopo Irsina.

Colera e carrube: Bari 1973, storia di Mest' Colino Cuccovillo

Bari, 1973: il virus del colera si diffonde per la città assieme al panico per il contagio. Un uomo anziano è combattuto tra la paura di contrarre la malattia e il forte desiderio di continuare a mangiare i frutti di mare che ama tanto. Alla ricerca di una soluzione adeguata, finirà per imbattersi in vecchi fantasmi e nuovi turbamenti.



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