"Il più grande uomo scimmia del Pleistocene", libro bellissimo che ammicca all'evoluzionismo con una leggera spallata al creazionismo


Me lo ha consigliato e prestato una cara amica. Ho iniziato a leggerlo con curiosità ed una piccola punta di scetticismo. Dopo poche pagine è diventato avvincente, divertente e istruttivo allo stesso tempo. Roy Lewis ha scritto un capolavoro con "Il più grande uomo scimmia del Pleistocene", talmente insuperabile da risultare ad oggi inclassificabile nelle classiche categorie in cui vengono suddivise le pubblicazioni. Narrativa? Scienza? Romanzo? Un pochino di tutto, ma il risultato è un manifesto assoluto della teoria evoluzionista. Con una dolce spallata al creazionismo.


Protagonista del testo è una famiglia di donne e uomini scimmia del Pleistocene, appunto, immortalata nella loro evoluzione caparbia e protesa verso il futuro. Un futuro fatto di conquiste tecnologiche, artistiche e intellettuali. Il capofamiglia guida la sua orda alla conquista del fuoco, della sensibilità verso l'arte e verso l'evoluzione della specie.

Mirabile è il passaggio in cui conduce i suoi figli ormai maturi lontano dall'orda per costringerli a trovar moglie presso altri nuclei di ominidi. L'accoppiarsi con le proprie sorelle, come fino ad allora era stato tradizione -spiega loro- non poteva andar bene per una corretta evoluzione. Dovevano ingegnarsi e trovare il modo di conquistare il sesso opposto attraverso la parola e il corteggiamento. Questo sforzo, il boss ne è sicuro, accelererà le loro capacità di primati. Ed infatti, è evidente, aveva ragione: sforzarsi di contenere i propri istinti primordiali per tentare di combaciare con l'altra metà del cielo è, ancora oggi, e come Freud ha abbondantemente dimostrato, una delle principali leve del progresso. Un libro da leggere. Assolutamente. Grazie Ilaria :-)

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