Riabilitatori del fascismo ricredetevi: leggete la storia di "Baldassarre Arrivadopo"


In queste ore, travisato o no dai media, pare si vada diffondendo il tentativo di riabilitare, almeno in parte, il ventennio fascista. La realtà storica, in Verità, nega questa possibilità: una dittatura brutale come quella di Benito Mussolini non merita e non meriterà mai una riabilitazione. Neanche parziale. O pensiamo che anche scempi dittatoriali come quelli di Stalin e Hitler meritano una qualche indulgenza? Non scherziamo. Non è il caso.

Ai protagonisti di questo maldestro tentativo, a cui è giusto concedere il beneficio del dubbio motivato dall'eventuale distorsione di certi giornalisti a caccia di titoloni da strapazzo, consiglio di leggere ciò che veramente è stato il "ventennio". Consiglio di informarsi su ciò che ha causato non solo nella grandi città, sotto i riflettori della ribalta, ma anche nei più remoti borghi rurali dove lo schiacciante potere delle camicie nere ha causato sofferenze immani quanto immeritate. 

Mio padre, Giuseppe Decollanz, ne ha voluto offrire una circostanziata testimonianza con i suoi tre racconti di ispirazione autobiografica: "La guerra siamo noi", "I datteri di Giarabub" e ora, postumo, "Baldassarre Arrivadopo". L'ultimo capitolo di questa trilogia dedicata a Montepeloso, ora Irsina in provincia di Matera, in Basilicata, è dedicata ad uno sfortunato giovane che, suo malgrado, fu carnefice e vittima di una dittatura insensata e spietata.

Da oggi i tre libri sono disponibili in formato Kindle su Amazon.com al prezzo simbolico di 1,03 euro. Con 3,09 euro è possibile acquistare tutta la trilogia da leggere comodamente su pc, mac, tablet e smarphone. Per "Baldassarre Arrivadopo", ci sarà presto anche una versione cartacea. Garantisco che si tratta di una buona lettura, ottima per riflettere non solo sulla storia passata, ma anche su quella presente.

3 commenti:

  1. Ma a chi interessa ancora la querelle tra fascismo ed antifascismo?

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  2. Non è solo una querelle accademica: la differenza è uno spartiacque. Il libro, comunque, è bello e fa molto riflettere: lo dice uno che lo sta leggendo...

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  3. Spartiacque tra cosa o tra chi?
    Non metto in dubbio che il libro sia bello, infatti se i bloggers di questo blog fossero un po' più colti o con più sete di conoscenza, lo avrebbero già scaricato, non vi pare?..almeno 500 copie...mah...

    Anonimo Labirintico

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