Le radici del mito: Perché si chiamano "Olimpiadi"?
Il nome deriva da Olimpia, la città dell'Antica Grecia dove tutto ebbe inizio nel 776 a.C. I Giochi non erano solo competizioni, ma celebrazioni in onore di Zeus.
- L'ideatore moderno: Dopo oltre 1.500 anni di interruzione, dobbiamo la loro rinascita al barone francese Pierre de Coubertin.
- Il quando e il perché: Alla fine del XIX secolo (1894), De Coubertin fondò il Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Il suo obiettivo non era solo sportivo: voleva utilizzare la competizione atletica come strumento pedagogico per formare giovani migliori e per promuovere la comprensione internazionale in un'epoca di forti tensioni nazionalistiche.
La Tregua Olimpica: Un simbolo di pace universale
Uno dei concetti più potenti legati ai Giochi è l'Ekecheiria, ovvero la "Tregua Olimpica".
- Cos'è: Nell'antichità, durante il periodo dei Giochi, ogni conflitto armato doveva cessare per permettere agli atleti e agli spettatori di viaggiare in sicurezza verso Olimpia.
- Simbolo di concordia: Ancora oggi, l'ONU approva una risoluzione prima di ogni edizione chiedendo la cessazione delle ostilità in tutto il mondo. Le Olimpiadi sono l'unico momento in cui nazioni in guerra tra loro si ritrovano sullo stesso campo, sotto la stessa bandiera a cinque cerchi, dimostrando che la concordia è possibile attraverso il rispetto delle regole comuni.
Le Olimpiadi Moderne: Storia ed episodi leggendari
La prima edizione dell'era moderna si tenne ad Atene nel 1896. Da allora, la storia olimpica è stata costellata di momenti che hanno superato il perimetro dello sport.
Episodi curiosi e storici:
- Jesse Owens (Berlino 1936): L'atleta afroamericano vinse 4 ori sotto gli occhi di Hitler, distruggendo con la sola forza del talento la teoria della superiorità della razza ariana.
- L'arrivo di Dorando Pietri (Londra 1908): Il maratoneta italiano arrivò stremato al traguardo e fu aiutato dai giudici a finire la corsa. Venne squalificato, ma la sua sofferenza commosse il mondo e la Regina Vittoria gli donò una coppa d'oro, rendendolo un mito eterno.
- Bob a due... improvvisato (Innsbruck 1964): L'italiano Eugenio Monti prestò una vite del proprio bob ai rivali inglesi che avevano subito un guasto. Gli inglesi vinsero l'oro, Monti il bronzo e la prima medaglia "Pierre de Coubertin" per il fair play.

